Lenticchie di Villalba

Presidio Slow Food

La Lenticchia di Villalba è un seme a macrosperma verde, presente nel territorio di Villalba già alla fine del 1800, di indubbio pregio tra le varietà esistenti.

La coltura è praticata in terreni tendenzialmente argilloso-calcarei, tipici del posto; è coltivata, raccolta e disinfestata secondo i metodi dell’agricoltura integrata e biologica tenendo conto delle tecniche tradizionali, senza utilizzo di diserbanti, antiparassitari e concimi chimici di sintesi.
Ciò caratterizza la Lenticchia di Villalba e le conferisce un gusto intenso e particolare, un contenuto proteico e di ferro superiore alla media, pochissimi grassi, elevato contenuto di fibre e vitamine, buone quantità di sali minerali; tali caratteristiche fanno si che la lenticchia non si sfaldi durante la cottura.
La Lenticchia di Villalba è un prodotto agroalimentare tradizionale, riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
La Fondazione Slow Food l’ha segnalata sull’Arca del gusto già dal 2007 ed ha avviato nel 2012 il Presidio

Lenticchia di Villalba

La lenticchia è il seme di una pianta erbacea annuale, lens culinaris, della famiglia botanica delle fabacee. È tra le più antiche specie coltivate, alcuni i ritrovamenti la fanno risalire addirittura a 11.000 anni a.C. Come molti tra i più diffusi cereali e legumi fu addomesticata nella Mezzaluna fertile, e durante il neolitico, intorno a 6000 anni a.C, raggiunse tutto il Mediterraneo dove venne apprezzata oltre che per le caratteristiche sensoriali anche per il notevole valore nutritivo. Se ne fa riferimento persino nella Bibbia nel libro della Genesi, capitolo 25, dove Esaù vende il proprio diritto di primogenitura al fratello Giacobbe proprio per un piatto di lenticchie.

Due i morfotipi selezionatisi nel tempo: uno a seme piccolo ed uno a seme grande, con varianti diverse rispetto alla colorazione della granella L’Istituto di Genetica vegetale-CNR di Bari, nell’ambito di uno studio in cui indica la promozione delle vecchie varietà locali come strategia per la salvaguardia del germoplasma autoctono, individua nella Lenticchia di Villalba uno dei tre genotipi tradizionali della lenticchia italiana, con una valutazione di indubbio pregio tra le varietà esistenti.

La Lenticchia di Villalba è un ecotipo che si distingue per le sue peculiari caratteristiche organolettiche e nutrizionali, dovute alla concomitanza di diversi fattori. La coltura, che normalmente preferisce terreni sciolti, dai quali si traggono le produzioni più abbondanti, viene invece praticata in terreni tendenzialmente argilloso-calcarei, tipici del posto. I terreni utilizzati si trovano ad una altitudine compresa tra seicento e ottocento metri sul livello del mare, ciò assicura un buona percentuale d’umidità e temperatura sufficientemente basse anche nei mesi più caldi. Inoltre la conformazione del terreno di queste zone risulta ottima essendo ricco di argilla e di sabbia con caratteristiche di buona fertilità agronomica e di regolamentazione idrica nei periodi di siccità. Ciò caratterizza il prodotto determinando in esso un gusto intenso e particolare, un contenuto proteico e di ferro superiore alla media ed evitando lo sfaldamento durante la cottura. Si tratta di una lenticchia a seme grande, macrosperma, di colore verde (tegumento verde con cotiledoni gialli) marcatamente piatto. Il diametro del seme (8 mm circa) ne fa il più importante ecotipo nell’ambito della classe supergigante, poiché nessuno altro ecotipo o altra varietà coltivata raggiunge tali dimensioni.

È una leguminosa annuale a portamento prostrato con un’altezza compresa tra i 35 cm ed i 50 cm; stelo e baccello sono privi di pigmentazione, le foglie sono piccole e non pubescenti, il fiore è bianco ed i cirri sono poco sviluppati. Generalmente i baccelli contengono un solo seme e solo circa il 15% di essi ne contiene due. È una pianta a sviluppo annuale con ciclo autunno-vernino. La semina è effettuata generalmente tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre. In caso di periodo prolungato di piogge la semina si può effettuare per tutto il mese di gennaio. La fioritura avviene tra la metà di aprile ed i primi di maggio, L’allegagione si completa entro la fine di maggio. La raccolta avviene di due tempi, dopo la sfalciatura e dopo l’essicazione. Ha una ottima capacità di migliorare la fertilità del terreno, in quanto pianta azotofissatrice; riccamente nutritive sono anche le paglie che possono essere usate per l’alimentazione degli animali domestici d’allevamento, quale sottoprodotto, al termine della raccolta. La resa media di granella è di circa 10 quintali ad ettaro.

La Lenticchia di Villalba è un prodotto agroalimentare tradizionale, riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, su proposta della Regione Siciliana, ed inserito nel relativo elenco aggiornato al 14 agosto 2012 (ultima revisione dei P.A.T. del 7 giugno 2012). È in corso la pratica per il riconoscimento dell’I.G.P. / DOP. La Fondazione Slow Food l’ha segnalata sull’Arca del gusto già dal 2007 ed ha avviato nel 2012 il Presidio, che riunisce le associazioni dei produttori locali: il Consorzio volontario di tutela delle lenticchie di Villalba e l’associazione dei produttori di lenticchia di Villalba. Nel comune di Villalba, dove da sempre l’economia locale è basata sull’agricoltura, la coltivazione della lenticchia e del pomodoro, in rotazione al grano duro, costituiscono il fulcro dell’economia locale.

Il Presidio valorizza questa risorsa, che potrebbe diventare un volano per la microeconomia locale.